domenica 15 aprile 2012
Arabeschi
tra le gambe delle donne sempre di fretta
sfuma l'odor di spezie e di karkadè
persino al quindicesimo piano senti ancor i bimbi gridare
intanto scende il sole e dal minareto solo un canto soave
copro il volto di fretta, ho ancor da comprare del semolino
t'osservo di sottecchi mentre tra la pioggia rinfrescante
continui a fissare quel rondone
mi ricorda di te e delle tue promesse vane
intanto la voce s'alza e la quiete ci sottende
al bazar ormai tolte le tende, quancuno ancora ride
per strada non molto lontano i giovani continuano a cadere
d'improvviso, come foglie al vento
a noi solo il ricordo d'una speranza
sogno d'una presa in giro che ancor c'appar normale
t'abbraccio mio piccolo, non aver timore
domani smetteranno
sabato 14 aprile 2012
E se cambiassi pelle?
è quando perdo me che mi sento morire
corro in ogni stanza e cerco
allo specchio solo un vuoto involucro: mi sorride
percepirmi distante da me fa di me una folle
Allungo la mano in cerca d'un contatto
neppure quella carne tremula sembra darmi conforto
non sono io quella che sto toccando
corro in ogni stanza e cerco
allo specchio solo un vuoto involucro: mi sorride
percepirmi distante da me fa di me una folle
Allungo la mano in cerca d'un contatto
neppure quella carne tremula sembra darmi conforto
non sono io quella che sto toccando
venerdì 13 aprile 2012
Di te non parlerò
non parlerò di te
del tempo in cui sorgesti
tra le pieghe del silenzio
del tuo scorrere lento
riversando ogni attimo in fiumi
erano gli anni della solitudine quelli
dell'esautorazione ad essi non si sostituiva il nulla
e dietro le tende null'altro che pensieri scuri
prigioni d'assenze e di presenze inutili
che presero vita
del tempo in cui sorgesti
tra le pieghe del silenzio
del tuo scorrere lento
riversando ogni attimo in fiumi
erano gli anni della solitudine quelli
dell'esautorazione ad essi non si sostituiva il nulla
e dietro le tende null'altro che pensieri scuri
prigioni d'assenze e di presenze inutili
che presero vita
mercoledì 11 aprile 2012
Dietro la collina
ho nascosto la terra nel fango
per non guardare
la vendetta mi spinge a non muovermi
che crepi! e con lui tutti coloro che son lì!
imparerà il padre del padre a non offendermi
che sia dannato e con lui tutto il suo parentado
sono un uomo io e tu un servo
resta al tuo posto!
lascerò un giorno queste colline semiverdi e semi gialle
inseguirò in nostri giochi a cielo aperto
e rinnegherò le lotte, le bombe e l'odio
intanto canto le mie rubayat e ti rinnego
nel dimenticarmi di te e delle nostre risa
soffocherò le grida che volavano sulla collina
cancellerò i sogni che mi tortureranno
per averti guardato violentare...
martedì 10 aprile 2012
Moon
I mean you, only you!
pagami un caffè
stringi nelle mani quel contratto
abbiamo dato tanto e tanto perso
- ho compreso sai?
sono quegli sguardi che sanno scrutare
e quel bacio sussurrato appena
sono semplici gesti
la rosa fiorisce e presto
il sole entrerà tra le tendine al vento
- sotto la polvere!
intanto non ci resta che pagare debiti
con noi stessi
stringi nelle mani quel contratto
abbiamo dato tanto e tanto perso
- ho compreso sai?
sono quegli sguardi che sanno scrutare
e quel bacio sussurrato appena
sono semplici gesti
la rosa fiorisce e presto
il sole entrerà tra le tendine al vento
- sotto la polvere!
intanto non ci resta che pagare debiti
con noi stessi
E noi, non saremo noi!
E noi, non saremo noi!
se quel giorno non avremo coraggio: alzare il pugno!
seguire la scia di molotov lanciate al vento
e lacrimano silenzi...
E noi, non saremo noi!
se non salveremo colei che amiamo: nostra madre!
c'insegnò a muovere primi passi verso il mondo
regalato mondo...
E noi, non saremo noi!
rinneghiamo il tutto: nostre radici!
il primo vagito sono sicura fu
in greco antico.
se quel giorno non avremo coraggio: alzare il pugno!
seguire la scia di molotov lanciate al vento
e lacrimano silenzi...
E noi, non saremo noi!
se non salveremo colei che amiamo: nostra madre!
c'insegnò a muovere primi passi verso il mondo
regalato mondo...
E noi, non saremo noi!
rinneghiamo il tutto: nostre radici!
il primo vagito sono sicura fu
in greco antico.
Cancellami a dimostrar il vero
era il nostro e con il nostro suo litigava
inutile ricordargli che anch'io avevo gambe
graffiate dal gelo della solitudine
non era un santo, era qualcuno e basta
pioveva sulla soglia della dacia
aperta all'incontro d'un animo soave
ad esso non avevo pensato
squillava nelle tenebre il pettegolezzo
fumava papirosy all'ombra di betulle al vento
aveva dimenticato il Cappotto e ripensandoci
neppur il Naso avrebbe gelato
Cicikov e le sue grasse risate
non comperare anime morte
ti restano sul groppone la sera
a digerirle poi aiuta solo acido muriatico
mosse buone e una quantità di cattive
inutile ricordargli che anch'io avevo gambe
graffiate dal gelo della solitudine
non era un santo, era qualcuno e basta
pioveva sulla soglia della dacia
aperta all'incontro d'un animo soave
ad esso non avevo pensato
squillava nelle tenebre il pettegolezzo
fumava papirosy all'ombra di betulle al vento
aveva dimenticato il Cappotto e ripensandoci
neppur il Naso avrebbe gelato
Cicikov e le sue grasse risate
non comperare anime morte
ti restano sul groppone la sera
a digerirle poi aiuta solo acido muriatico
mosse buone e una quantità di cattive
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